Aprile dolce nutrire

E’ tempo di crescita e di preparazione al duro lavoro estivo. Le api sono in fermento: dal primo sole del mattino fino al tramonto si vedono a centinaia lungo la traiettoria che percorrono per portare nutrimento alle famiglie. Aprile è il mese in cui l’Erica è in fiore. Per fortificarle e prepararle alla produzione, abbiamo portato le nostre colonie a 650 metri di altitudine, dove potranno bottinare da questa pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Ericacee, che tappezza di cespugli bianchi ettari sterminati di bosco. Siamo nel periodo in cui l’importazione di polline è più massiccia e le regine lavorano ininterrottamente per deporre fino a 2000 uova al giorno: c’è bisogno di forza lavoro! L’enorme importazione di polline fa sì che le famiglie crescano in modo esponenziale ma bisogna monitorarle costantemente per evitare la sciamatura. Con questo termine si indica la “riproduzione” del superorganismo alveare che consiste nello sdoppiamento della colonia in due più deboli. Brevemente, la sciamatura funziona così: quando nell’alveare il numero delle api aumenta e lo spazio a disposizione non è più sufficiente, l’ape regina lascia la famiglia d’origine con un nutrito numero di operaie e bottinatrici; nella famiglia d’origine le api avevano già provveduto a sviluppare una o più nuove regine in modo da sostituire immediatamente quella che ha lasciato l’alveare. E’ molto importante per noi apicoltori evitare tutto ciò perchè se avvenisse in questo periodo, le famiglie non avrebbero la forza numerica giusta per il raccolto e la produzione di miele. Dunque forza e coraggio, care api, perchè siamo appena all’inizio! Ringraziamo l’Erica per l’abbondanza, facciamone scorta e prepariamoci per accogliere l’acacia, che dai suoi grappoli bianchi arriverà nell’alveare e vi darà l’onore di trasformarla in pregiato miele delicato e trasparente. 

 

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