Il volo nuziale

Oggi vi raccontiamo come avviene l’inseminazione dell’ape regina. Parleremo dunque di un evento fondamentale, il cui buon esito permetterà alla mamma di tutte le api di svolgere il compito principale della sua intera vita.  Ogni giorno la regina deposita circa 2000 uova e questo atto volontario garantisce forza lavoro e sviluppo dell’alveare. L’inseminazione da parte dei fuchi avviene durante il “volo nuziale”, ovvero quando una regina ancora vergine, a pochi giorni dalla sua nascita, esce dall’alveare seguita da una decina di maschi. Questa sarà l’unica volta nella sua vita, esclusa la sciamatura, in cui la regina vedrà un po’ di mondo.

Nelle prime ore dopo la nascita, la regina vergine viene completamente ignorata dalle operaie, nei giorni successivi però il loro interesse nei confronti della regina va aumentando e iniziano a molestarla spingendola con la testa , con le zampe o trascinandola per le ali. Inizialmente essa accetta tutto senza reagire, oppure si mette a cantare, il che fa sospendere immediatamente ogni attacco. Dopo il terzo giorno diviene più intraprendente e inizia a reagire. Con ogni probabilità gli attacchi delle operaie alla regina vergine servono a migliorare la sua efficienza fisica e ad accelerarne la sua prontezza al volo. Generalmente dal quinto al quindicesimo giorno dopo la nascita, nelle ore più calde di una tiepida giornata senza vento, la regina effettua uno o più voli di orientamento che durano circa 10 minuti. Prima di partire corre eccitata sui favi per qualche minuto, poi si avvicina alla porticina. Se appare esitante, le operaie la spingono con la testa e le impediscono di rientrare costringendola a volare.

Il volo nuziale, o di accoppiamento, ha come meta un punto di raduno che può trovarsi anche a una decina di chilometri dall’alveare. Qui, più regine e centinaia di fuchi parteciperanno ad una grande orgia. Fino a dieci maschi provenienti da alveari differenti insemineranno una regina, agguantandola e introducendo l’endofallo (organo riproduttivo), eiaculeranno, resteranno paralizzati, poi cadranno all’indietro lasciando una parte del membro nella regina (il cosidetto “segno di accoppiamento”), infine precipiteranno a terra e moriranno. In questo susseguirsi di macabri rituali, ogni fuco avrà anche il compito di liberare la vagina dai resti del “fortunato” che lo ha preceduto, per poi ripetere l’operazione. Ma il segno di accoppiamento è importante soprattutto per le operaie. Al suo ritorno, infatti, la regina porterà dimostrazione dell’avvenuta copulazione, le operaie la ripuliranno ed avranno certezza che il dovere è stato compiuto. Se al contrario la regina dovesse presentarsi a casa senza testimonianza dell’ultimo rapporto, verrebbe uccisa e sostituita da una (si spera) più efficiente.

Durante i vari rapporti consumati nella zona di congregazione, la regina stipa lo sperma man mano ricevuto in delle sacche interne a strati concentrici che costituiscono la spermateca, per utilizzarlo nel corso della sua vita e per fecondare le uova. La regina sceglierà di depositare uova fecondate per dare origine ad operaie e regine, oppure uova non fecondate per dare vita ai fuchi. Quindi, nel caso in cui una regina dovesse terminare lo sperma contenuto nella spermateca o non venissero fecondate le uova, nascerebbero solo fuchi (regina fucaiola). E’ importante qui specificare che la fecondazione avviene solo in questo momento, quando cioè un uovo dall’ovidotto si avvicina all’uscita e uno spermatozoo lo va a fecondare, passandogli tutti i caratteri genetici del fuco padre.

Anche le operaie possono deporre uova non fecondate (ad esempio se viene a mancare la regina e non riescono a sostituirla) che daranno origine pure in questo caso a fuchi. Peccato che un alveare che presenti solo covata maschile è destinato a morire, salvo il tempestivo intervento dell’apicoltore.

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