Api

Ogni singolo insetto che fa parte di una colonia è dipendente da questa per la sua sopravvivenza. Ogni ape può essere paragonata ad una singola cellula del corpo di un organismo superiore, il quale non può fare a meno delle singole unità (cellule), sane e perfettamente funzionanti per garantire la sopravvivenza dell’intero sistema vitale. Ecco perchè parlando di api, spesso si sente dire che si tratta di un “superorganismo”

Al di fuori del sistema di riproduzione e delle strategie di accoppiamento evolutisi nel tempo per migliorare il coordinamento ed il risparmio di energie e l’ottimizzazione delle risorse, le api, suddividono il loro superorganismo così:

  • le api bottinatrici garantiscono approvvigionamento e nutrizione
  • l’ape regina ed i fuchi (maschi) rappresentano l’apparato riproduttivo
  • le api ventilatrici e quelle acquaiole fanno si che all’interno dell’alveare la temperatura sia costante, sui 35-37C ° circa, sia in estate che in inverno
  • le guardiane si occupano della sicurezza e difesa dell’alveare
  • le nutrici pensano alla secrezione e produzione
  • le spazzine alla escrezione e pulizia
  • costruzione dei favi è affidata alle api ceraiole.

Se invece vogliamo distinguere le api in base alla loro forma, sono tre le tipologie presenti nei nostri apiari: operaie, fuchi e regine.

Operaie
Le operaie sono le api più piccole e pure le più potenti della colonia. All’inizio della loro vita sono api nutrici, poi salgono di livello e diventano api esploratrici. Proteggono l’alveare e costruiscono i favi. Sono molto occupate a battere le ali per fare un sacco di cose: uno dei motivi principali è la regolazione termica dell’alveare, la seconda ragione, invece, è togliere l’umidità in eccesso nel nettare in precedenza masticato e messo nelle celle.  Grazie a questo il miele diventa un alimento molto stabile: resiste naturalmente a muffe, funghi e altri batteri, permettendo così di durare per anni senza bisogno del frigorifero. Le api operaie lavorano fino alla morte che purtroppo arriva a circa un mese dalla loro nascita.

Fuchi
Sono più grossi delle operaie e non hanno il pungiglione. Sono maschi, non partecipano al lavoro dell’alveare. Non possono nutrirsi da soli per via della lingua troppo corta e dipendono interamente, per il sostentamento, dalle operaie. Il loro ruolo è strettamente limitato alla fecondazione delle giovani regine durante il volo nuziale e quelli che riescono ad accoppiarsi muoiono poco tempo dopo.

Regina
La regina proviene da un uovo fecondato identico a quello da cui nasce l’operaia ma durante il suo sviluppo la larva viene nutrita esclusivamente di pappa reale, e sarà proprio questa dieta che le permetterà di diventare la regina. Una settimana dopo la nascita, la giovane regina fa il suo volo nuziale: raggiunge un punto dove si riuniscono i maschi e si accoppia con diversi di loro in volo, finché il ricettacolo seminale di cui è dotata non è pieno. I maschi che l’hanno fecondata, il cui apparato genitale viene divelto nell’accoppiamento, moriranno tutti poco dopo. La regina fa un unico volo nuziale e tutto lo sperma ricevuto viene conservato nel suo ricettacolo, ed essa resta in questo modo fecondata per il resto della vita (che dura da quattro a cinque anni).

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La casa delle api si chiama alveare (se si trova in natura) o arnia se artificiale (un gruppo di arnie disposto da un apicoltore sul terreno viene chiamato apiario) .

L’arnia è costituita dal nido principale che contiene i telaini dove le api costruiscono le celle e conservano il miele; sulla facciata c’è l’apertura da cui le bottinatrici escono ed entrano trasportando polline e nettare; sulla parte superiore c’è un tetto di chiusura che viene rimosso quando bisogna aggiungere i melari. Nel Melario le api lavorano il surplus di miele che l’apicoltore raccoglie. Un alveare può fare 50-200 chili di miele all’anno, e ci vogliono più di 150 viaggi in un fiore o un albero per fare solo un cucchiaino di miele.