Buoni esempi da imitare

 

Possiamo imparare molte cose osservando il comportamento delle api, molte lezioni che potremmo utilmente applicare alla nostra vita.

Eccone alcune per affrontare la ripresa post vacanze con entusiasmo ed ottimismo!

Le api vivono con i loro mezzi. Non ci sono banche, prestiti o carte di credito nel loro mondo, solo le risorse che riescono a raccogliere e conservare. Come noi, le api hanno bisogno di mangiare ogni giorno, e fanno tutto quanto in loro potere per garantire un approvvigionamento alimentare costante, producono, conservano, producono e conservano ancora,  non tanto per se stesse ma soprattutto per le api che devono ancora nascere.

Questi piccoli insetti riescono a realizzare cose straordinarie lavorando insieme. Ottantantamila lavoratori possono spostare un sacco di roba. La cooperazione è la chiave del loro successo: decine di migliaia di individui che si comportano come un unico organismo.

Con questo modo di fare dimostrano che la divisione del lavoro può essere molto efficace. E ognuna di esse sa ricoprire l’intera gamma di ruoli essenziali per mandare avanti l’alveare: flessibilità e adattabilità le due parole d’ordine. Le api si muovono attraverso una serie di posti di lavoro nell’alveare prima di emergere come bottinatrici. Ma in caso di emergenza, possono e sanno che devono tornare alle loro precedenti occupazioni per compensare le perdite.

Il bene comune è sempre la priorità. L’individualismo non è una loro caratteristica: il loro primo dovere è sempre quello di tutelare la colonia.

Le api sanno che i tempi duri possono arrivare da un momento all’altro e sono sempre preparate e pronte ad affrontare carenze, carestie e disastri.

Le api condividono perchè sono consapevoli che vi è abbondanza per tutti, anche per le altre specie con le quali non si mettono mai in concorrenza frontale.

Le api si adattano al loro ambiente, sono resilienti. E sanno che questa è l’unica strategia di sopravvivenza efficace.

Gruccione amico mio…

Arriva dall’Africa subsahariana, per trascorrere la sua “stagione dell’amore” alle nostre latitudini. In prossimità degli apiari quest’anno ne abbiamo contati una ventina. Bellissimi uccelli dai colori sgargianti, emettono un verso inconfondibile che però fa rabbrividire gli apicoltori.

Il nome specifico è apiaster. Il gruccione, infatti si nutre di api, vespe e bombi che cattura in volo con grande abilità, colpendo ripetutamente l’insetto su una superficie dura per eliminare il pungiglione.

Ora, partendo dal presupposto e dalla convinzione che tutti quanti dobbiamo campare, speriamo soltanto che oltre ad essere bello, questo uccello sia anche intelligente e comprensivo. E da qui il suggerimento nasce spontaneo: “Caro gruccione, perchè non ti concentri su prede più grandi tipo falene o calabroni e lasci stare le nostre api? In questo modo limiti le azioni di caccia e sprechi meno energie! Minimo sforzo, massima resa…Pensaci!”

Laboratorio didattico Le mie amiche Api

Raccontare il lavoro, far toccare affumicatore e telaini, annusare insieme la cera ma soprattutto far assaggiare il miele a 21 bambini tra i due e i tre anni, sinceramente dà soddisfazione. Poi te li rincontri per strada dopo un anno e sgranando gli occhi ti indicano e strillano “Voi siete quelli delle api!”. Si, siamo quelli che reputano fondamentale condividere con dei marmocchietti – desiderosi di raccontare le loro esperienze (di pizzichi, passeggiate o nonni in campagna), anche la loro di esperienza. Siamo quelli davvero convinti che dai bambini si può imparare tanto e che loro meritano praticità: odori, ronzii, mani sporche di propoli e appiccicose di miele in favo. Oggi al Campione di Todi è stato così, per questo ringraziamo i bimbi, le bimbe e le maestre che hanno inserito il nostro laboratorio didattico nel percorso educativo della classe. Buon lavoro!